Articoli taggati :

Pomodoro

Pizzeria Da Gennaro
Ciao e le specialità della Pizzeria Da Gennaro al Napoli Pizza Village 2017. 845 445 Alessandra

Ciao e le specialità della Pizzeria Da Gennaro al Napoli Pizza Village 2017.

ENGLISH VERSION: CLICK HERE

Un nonno che friggeva pizze per strada e che poi decide di trasferirsi in una Bagnoli, già meta turistica nel lontano 1956: così comincia la storia della Pizzeria Da Gennaro, un racconto fatto di pizza ormai da 4 generazioni.
Per Fabio Cristiano, il nipote del fondatore, la pizza è casa ed anche il villaggio dell’arte bianca sul lungomare.
Ecco cosa ci ha raccontato del suo Napoli Pizza Village.

-Quali specialità presenterai sul lungomare Caracciolo?
Per questa edizione del Napoli Pizza Village ho scelto una pizza pesto e pomodorini come specialità che riassuma la filosofia della Pizzeria da Gennaro. Un abbinamento, quello con il pesto al basilico, che esalta tutto il sapore dell’estate.

Quale pomodoro userai per la tua pizza al pesto?
I pomodorini del Vesuvio

-Perché questa specialità rappresenta la Pizzeria Da Gennaro?
Sia il basilico che i pomodorini sono un prodotto fresco e di stagione adatto a questi primi caldi. La linea gastronomica della nostra pizzeria predilige una grande attenzione per gli ingredienti, basti pensare che ogni semilavorato da utilizzare in pizzeria è preparato nelle nostre cucine: anche il nostro pesto al basilico!

-Cosa ti aspetti da questa edizione 2017 del Caputo Napoli Pizza Village?
Il Napoli Pizza Village è soprattutto una grande festa. Mi aspetto tanta energia positiva di cui abbiamo tutti bisogno: anche la nostra Napoli!

Pizzeria 'O Sarracino
Ciao e le specialità della Pizzeria ‘O Sarracino al Napoli Pizza Village 2017 845 445 Alessandra

Ciao e le specialità della Pizzeria ‘O Sarracino al Napoli Pizza Village 2017

ENGLISH VERSION: CLICK HERE

Forse non tutti sanno che, poco più di 10 anni fa, nella zona dell’agro e del salernitano la tradizione della pizza napoletana era quasi sconosciuta. Le uniche notizie di cui si disponevano in merito, provenivano dal capoluogo campano. Questo fino a che non è nata la pizzeria ‘O Sarracino, che ha portato a Nocera Inferiore, il primo esempio di pizza modellata sulla lezione della scuola napoletana. Il merito di aver “diffuso il verbo” è tutto dei fratelli Tramontano, titolari dell’esercizio, che presenzieranno al Napoli Pizza Village 2017.

La pizzeria ‘O Sarracino è una realtà giovanissima, ma racchiude in sé secoli di tradizione, qual è il suo segreto?

‘O Sarracino nasce nel 2007, da un’idea del sottoscritto, Angelo Tramontano, e di mio fratello Giuseppe. All’epoca, la vera pizza napoletana non era nota nell’area dell’agro, come lo è oggi. ‘O Sarracino ebbe l’istinto di studiarla e portarla a Nocera, tenendo presente un modello che io reputo la perfezione, quello di Michele ai Tribunali.

Quali sono i parametri che avete seguito?

Ci siamo specializzati sulle trazionali. Tenendo conto del modello di Michele, abbiamo provato a riprodurre con le norme elencate dal disciplinare i due grandi classici: magherita style e marinara style, che sono le pizze per eccellenza. Mentre la pizza che si mangiava a Nocera prevedeva una cottura lunga anche più di un minuto e mezzo, e presentava un diametro di 35 cm, le nostre margherita style e marinara style seguono la lezione dei grandi maestri, quindi tenendo conto di una lievitazione di almeno 8 ore, e una cottura in forno di 60 secondi. Seguendo il metodo abbiamo portato la pizza napoletana verace anche dalle nostre parti.

Ci insegnate che fare la pizza è una scienza pura, ma qual è il segreto per renderla un’opera d’arte? Come condirete i vostri impasti?

Verissimo: il pizzaiolo non può mai abbassare la guardia e seguire ogni aggiornamento. Per le mie pizze scelgo sempre un classico: il pelato di Ciao pomodori. Da dieci anni mi servo di questo marchio, una scelta che confermo anche per il Pizza Village, ormai alle porte.

A proposito del Pizza Village, quali vibrazioni ha per questa edizione?

Partecipo al Pizza Village ormai da 5 anni. Ricordo quando eravamo solo 20 pizzerie alla Mostra d’Oltremare. Ora siamo più del doppio, circa 50, una competizione ricca che offre una grossa opportunità di confronto. E i numeri nel corso degli anni sono indice di come questi eventi siano diventati di importanza esponenziale. Tutte le volte è stata ardua, perché io “forestiero”, ho dovuto dimostrare di essere all’altezza dei grandi maestri napoletani. Ogni anno è stato un successo inaspettato, spero vivamente di eguagliarlo anche quest’anno.

E quale grande novità ha in serbo ‘O Sarracino per il NPV?

Quest’anno ci proponiamo con una nuova pizza: abbia cercato il sapore dell’estate. L’ho chiamata Sorrento in bocca. La sua caratteristica è che è condita con pomodori di Sorrento che macero personalmente, a cui aggiungiamosarr ricotta di bufala e zizzona di Battipaglia all’uscita.

Michele Leo
La ricetta di una pizza da campioni del mondo di Michele Leo 845 445 Alessandra

La ricetta di una pizza da campioni del mondo di Michele Leo

ENGLISH VERSION: CLICK HERE

Da ieri  il Trofeo Caputo ha un campione della pizza nuovo di zecca: è Michele Leo della pizzeria Il Brigante a Venosa. Al 1° Classificato nella categorie pizza Stg, grazie anche ai pomodori Ciao, non potevamo che chiedere i segreti per una pizza da podio.

52 anni, con alle spalle un mestiere lungo una vita, una gavetta da pizzaiolo emigrante in Germania e tanta passione, che lo porta a spingersi sempre più avanti. Questo è Michele Leo da 33 pizaiuolo a caccia d’eccellenza e, tentativo dopo tentativo, la sua ricerca lo ha portato alla vetta più alta dell’arte bianca.

Ma quali sono i trucchi per realizzare la pizza migliore del mondo? Ecco la ricetta di Michele Leo.

«Il primo ingrediente da mettere nell’impasto è il cuore, la passione, che ti spinge a ricercare il massimo sia da te stesso che dalle materie prime che scegli» – ci racconta il campione.

Lo sa bene Leo, che ha aperto la sua pizzeria da 9 anni, dopo aver girato l’Italia e l’Europa in lungo e in largo a caccia di esperienze lavorative per mettersi alla prova

«Il secondo passaggio da eseguire in questa ricetta ideale è la ricerca della qualità sopratutto nella scelta degli ingredienti, ma anche in tutto il processo produttivo di una pizza – continua il nuovo campione del Trofeo Caputo – Io sono sempre a caccia di prodotti d’eccellenza»

Del resto il nostro Michele è un uomo pratico, di vecchio stampo che ha preteso da suo figlio Rocco che imparasse il mestiere del pizzaiolo, ma continuasse a studiare per evolversi e trovare la sua strada.

«Il terzo e ultimo step è l’impegno. Nessun riconoscimento deve far spegnere la voglia di spingersi oltre i risultati raggiunti»

A riprova della sua caparbietà, a chi gli chiede come cambierà la sua vita da oggi in poi, Michele Leo risponde soltanto con un timido :«Vedremo!»

Pizzeria Lucignolo
Ciao e le specialità della Pizzeria Lucignolo al Napoli Pizza Village 2017 845 445 Alessandra

Ciao e le specialità della Pizzeria Lucignolo al Napoli Pizza Village 2017

Una famiglia di pizzaioli quella di Pino Celio della Pizzeria Lucignolo. In casa Celio si respira il profumo della pizza fritta che affiora dall’olio bollente fin dai tempi della nonna, pizzaiola anche lei per passione.
E di strada ne ha fatta questo giovane artigiano che vanta già un riconoscimento di tutto rispetto al Trofeo Caputo come il primo posto nella categoria Pizza in Pala nell’edizione 2016 del Napoli Pizza Village
E un po’ come Lucignolo, l’amico di Pinocchio che si gode la vita nel paese dei Balocchi, Pino Celio colleziona i suoi successi fatti di tradizione e innovazione con un motto che è tutto un programma “Stupire e sempre stupire”
Dopo la pizza nera che fece scalpore a NPV 2015 e la fritta al forno con le polpette alla napoletana dell’edizione 2016 ecco come Lucignolo ci racconta il suo NPV 2017.

-Quali specialità presenterai sul lungomare Caracciolo?
La mia proposta rossa è una marinara con alici di Cetara e colatura di alici

-Quale pomodoro userai per la tua Marinara?
Il classico pomodoro pelato con i pomodori del Vesuvio come prevede il disciplinare

-Perché hai scelto questa pizza come biglietto da visita a NPV?
La marinara alle alici di Cetara mette d’accordo Napoli e la Costiera, i luoghi che ho scelto per le mie due pizzerie, visto che ho un secondo locale in provincia di Salerno. In più, unire ad un classico la colatura di pesce fa parte del mix di tradizione e innovazione che ho sposato da sempre come filosofia del mio lavoro.

-Cosa ti aspetti da questa edizione 2017 del Caputo Napoli Pizza Village?
Dalla festa della pizza più grande del mondo, mi aspetto di far conoscere la ricerca e la passione che c’è dietro il lavoro di noi pizzaioli. E ,magari spero di aggiudicarmi altri premi, visto che sarò in gara per il Trofeo Caputo.

 

Pizzeria Napoli 1820
Ciao e le specialità della Pizzeria Napoli 1820 al Napoli Pizza Village 2017 845 445 Alessandra

Ciao e le specialità della Pizzeria Napoli 1820 al Napoli Pizza Village 2017

ENGLISH VERSION: CLICK HERE

Antonio Caiazza ha aperto la sua Napoli 1820, rilevando un ristorante preesistente e non ha spezzato la continuità: il suo locale, ispirato a Ferdinando I di Borbone, amante delle osterie e della cucina semplice sforna, pizze che puntano tutto sulla ricerca dell’ingrediente perfetto, ma anche piatti di mare.
Destreggiandosi in maniera eccellente tra uno stile gastronomico e l’altro ecco cosa ci racconta del suo Napoli Pizza Village 2017 il nostro artigiano di Via Gramsci a Napoli.

-Quali specialità presenterai sul lungomare Caracciolo?
La mia pizza speciale è proprio la Napoli 1820 con ricotta di bufala, scaglie di parmigiano provola di agerola e pomodoro, che rappresenta completamente la filosofia del mio locale

-Quale pomodoro userai per la tua Napoli 1820?
Il datterino giallo e il pomodoro San Marzano

-Perché hai scelto questa pizza per rappresentarti al NPV?
Ho scelto la Napoli 1820 perché è una delle specialità più gettonate del mio menu e spero di farla conoscere a tantissimi appassionati di pizza, che ne apprezzino la scelta di ingredienti d’eccellenza che da sempre è la base della filosofia del mio locale.

-Cosa ti aspetti da questa edizione 2017 del Caputo Napoli Pizza Village?
Il Napoli Pizza Village è la vetrina sulla pizza più grande del mondo. Questo è la mia IV festa e spero che sia la più ricca di amici di sempre!

 

Pizzeria Dal Guappo
Ciao e le specialità della Pizzeria Dal Guappo al Napoli Pizza Village 2017 845 445 Alessandra

Ciao e le specialità della Pizzeria Dal Guappo al Napoli Pizza Village 2017

ENGLISH VERSION: CLICK HERE

La pizza è un piacere superlativo, è una necessità essenziale per i palati sempre affamati di tradizione, troppo essenziale perché una semplice intolleranza al glutine impedisca di fruirne. Lo sa bene Marco Amoriello, tre volte campione del mondo per la pizza napoletana senza glutine, che da sabato 17 giugno sarà sul Lungomare per il Napoli Pizza Village, con il suo marchio “Dal Guappo”

Quando nasce la Pizzeria Dal Guappo e quali sono le sue specialità?

Dal Guappo è una realtà gastronomica che esiste dal 1988. La pizzeria, che al Napoli Pizza Village sarà rappresentativa dell’area beneventana, sorge nel comune di Moiano. È un progetto fortemente voluto da me, Marco Amoriello, e a cui mi dedico con passione, ormai da 29 anni.
Vessillo del nostro brand è la pizza gluten free. L’impasto senza glutine è diventato, a partire dagli anni ’90, il nostro marchio di fabbrica, nonché vanto: per 3 anni Dal Guappo è stato incoronato campione del mondo in questa categoria.

Cosa ha dato luogo a questa particolare specializzazione?

In famiglia, e nel nostro team, abbiamo alcuni casi di celiachia. L’amore per il gusto e per la pizza, però è riuscito a superare ogni ostacolo. E così abbiamo cercato, e trovato, la formula adatta affinché anche gli intolleranti al glutine abbiano l’opportunità di mangiare una pizza d’eccellenza.

Questa prefazione ci lascia immaginare che tra le specialità che porterete sul Lungomare Caracciolo, non mancherà la vostra leggendaria gluten free. Esattamente. Porteremo il nostro “cavallo di razza” al Napoli Pizza Village. Dei 50 forni distribuiti sul lungomare, ce n’è uno specifico, proprio per la cottura della pizza senza glutine: quello sarà il mio.

Quali prodotti ha scelto per condire la sua pizza?

Per lo più si esalterà la tradizione, quindi la regina dell’evento sarà la margherita. Ho già fatto approvvigionamento di condimento. Utilizzerò, come indicato dal disciplinare, un classico pomodoro San Marzano di Ciao pomodori.

In base alle premesse, come lo immagina il Napoli Pizza Village che è alle porte?

Il Napoli Pizza Village è un evento di portata nazionale. La piazza è un piatto che mette allegria, ma anche un’arte. Gli estimatori di questo prodotto non mancheranno, e io spero che ciascuno di loro riesca a soddisfare le sue esigenze, divertendosi nella meravigliosa cornice del golfo di Napoli.

ciao e napoli pizza village
Ciao sponsor ufficiale del Caputo Napoli Pizza Village 2017 845 445 Alessandra

Ciao sponsor ufficiale del Caputo Napoli Pizza Village 2017

English version: click here

 

Dal 17 al 25 giugno, il Caputo Napoli Pizza Village aprirà una grande finestra sul mondo della pizza napoletana d’eccellenza e anche quest’anno Ciao sarà il pomodoro ufficiale della kermesse e del Campionato Mondiale del Pizzaiolo che decreterà il miglior artigiano del 2017.

Si contano le ore all’apertura del villaggio della pizza: 9 giorni di impasti e condimenti daranno il via all’estate della grande gastronomia napoletana, mettendo l’accento sull’importanza della tecnica e dell’attenzione agli ingredienti di qualità, per un piatto come la pizza napoletana, imitato ovunque ma dalle caratteristiche uniche.

Chi sarà il campione del mondo tra i pizzaiuoli APN (Associazione Napoletana Pizzaioli)e quali specialità ci regaleranno le 50 pizzerie napoletane sul Lungomare Caracciolo per la kermesse d’arte bianca più famosa del mondo?

Lo scopriremo ormai tra pochissimo, visto che mancano solo 3 giorni all’apertura ufficiale del Napoli Pizza Village 2017: il taglio del nastro di partenza è previsto per sabato 17 giugno.

Format invariato, ma ancora più incalzante con un’attenzione rinnovata alla pizza fritta, alla presenza femminile nel parterre de rois dei pizzaioli e al Trofeo Caputo, con ben 3 giorni ti gara per decretare il pizzaiolo più bravo del mondo in ben 9 categorie: dalle lavorazioni più classiche ai dischi di pasta acrobatici.

50 le pizzerie in vetrina e centinaia gli artigiani che convergeranno da tutto il mondo nello stadio della Pizza sul Lungomare Caracciolo per partecipare al 16° Trofeo Caputo.

Di tutte le 100.000 specialità che si stima verranno sfornate nei 9 giorni della kermesse, il pomodoro ufficiale sarà quello di Ciao, che rinnova così ancora una volta la partnership con il più importante evento mondiale della pizza d’eccellenza.

Noi vi racconteremo l’arte, le specialità in gara e tra gli stand , i sapori, i colori e i volti di quella che alla fine è sopratutto una festa grande come il cuore di Napoli, che accoglie chiunque intorno alla sua tavola popolare fatta di eccellenza semplice!

Venite a far festa con noi!

soffritto e pomodori ciao
Ricettario napoletano: la zuppa di soffritto è più buona con i pomodori Ciao 845 445 Alessandra

Ricettario napoletano: la zuppa di soffritto è più buona con i pomodori Ciao

English version: click here

Questo omaggio alla cucina napoletana è dedicato ai tanti amanti della nostra terra sparsi per il mondo, perché possano ritrovare attraverso il nostro blog i profumi, i colori e i sapori di una terra che non ci abbandona mai, sopratutto grazie alla possibilità di gustare ovunque prodotti come quelli di Ciao- il pomodoro di Napoli . Ecco, quindi, i segreti della zuppa di soffritto: un condimento adatto agli stomaci robusti del popolo napoletano che ha conosciuto sempre alterne fortune, reso ancor più speciale dai pomodori Ciao.

‘o suffritt è un piatto della tradizione povera, anzi forse poverissima, di una Napoli e di un tempo antico  in cui le massaie dei vicoli più popolari non facevano la spesa, ma andavano a reclamare gli avanzi di carne dalla mensa dei signori nei palazzi nobiliari al grido di: ‘E zendraglie» napoletanizzazione del francese “les entrailles”: ovvero le interiora, gli scarti.

E con quegli scarti sapevano creare piatti che oggi fanno parte della nostra tradizione.

Un cibo a base di carne, quindi, ma nel quale pomodoro e piccante fanno la differenza. Adatto al pane, anzi creato per riempire le merende dei lavoratori, quando nei bassi del Dopoguerra le massaie tiravano a campare arrangiandosi e cucinando pentoloni di soffritto per riempire i “palatoni” degli operai.

Per pochi spiccioli, infatti, a quel tempo, si poteva comprare un piatto unico alloro, sugna e sapienza antica sapevano rendere più che appetitoso.

In Campania il soffritto cambia nome a seconda dei paesi: si va da zuppa forte, a zupp’ ‘e suffritt, fino a cioffritto, zuffritto, sfrionzola: ma il risultato non cambia, sopratutto se per prepararla si scelgono ingredienti rigorosamente made in Campania come il concentrato di pomodoro Ciao. 

Oggi le massaie non riempiono più le strade di questi profumi e il soffritto alla napoletana è rimasto un piatto quasi borghese, che si compra esclusivamente nelle macellerie e si conserva in frigorifero in vaschette d’alluminio senza più il romanticismo dei contenitori di terracotta di una volta.

Ma il sapore resta quello antico, robusto, saporito, adatto per condire anche la pasta e che va sempre accompagnato da un buon bicchiere di vino paesano: alla faccia ‘e chi ce v’o male, diciamo a Napoli!
Ecco la ricetta:

Zuppa di soffritto
Ingredienti:
•2 kg e mezzo di frattaglie di maiale
•2 barattoli di concentrato di pomodori (300 g)
•2 barattoli di estratto di peperoncini dolce (2 da 900 g)
•1 barattolo da 900 g di estratto di peperoncini piccanti
•un decilitro d’olio extravergine
•150 grammi di strutto
• 4-5 foglie di alloro
•sale q b

Dopo aver lavato le frattaglie e averle messe a bagno per un paio d’ore occorrerà bollirle e poi tagliarle a piccoli pezzi per poi soffriggerle in olio strutto e alloro per 15-20 minuti.
Poi va aggiunto il concentrato di pomodoro e di peperoncini e un po’ d’acqua se dovesse il composto risultare troppo denso.
Il soffritto va fatto cuocere fino a raggiungere una consistenza densa e poi fatto raffreddare.

Può essere conservato in frigo per molti giorni, ma tenderà ad addensarsi. Prima di servirla basterà scaldarla aggiungendo un po’ d’acqua.