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ciao e #pizzaunesco
Ciao e #pizzaunesco: in piazza a sostegno dell’Arte dei Pizzaiuoli Napoletani 1024 576 Alessandra

Ciao e #pizzaunesco: in piazza a sostegno dell’Arte dei Pizzaiuoli Napoletani

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L’arte dei Pizzaiuoli Napoletani è ormai un Patrimonio dell’Umanità, orgoglio dei napoletani e dell’Italia intera. Ma la battaglia non finisce con il riconoscimento. Questo è il monito lanciato dalla festa che si è tenuta a Napoli in Piazza del Gesù. Scopriamo insieme perché.

Il 14 dicembre è una data che Napoli e il mondo della pizza ricorderanno a lungo: la presentazione alla città dell’arte dei pizzaiuoli napoletani come patrimonio dell’Unesco.

Per celebrarlo ci voleva una grande festa all’insegna della convivialità, caratteristica fondamentale della pizza e dei pizzaiuoli.  Piazza del Gesù, nel cuore del centro storico partenopeo, non poteva che esserne la cornice.

Tanti gli ospiti in piazza.

In prima linea i pizzaiuoli dell’APN, che hanno distribuito ben 5000 pizze a turisti, napoletani e appassionati.

E poi naturalmente Alfonso Pecoraro Scanio, presidente della Fondazione Univerde che dal Napoli Pizza Village del 2010 lanciò la prima campagna di raccolta firme per chiedere all’Unesco il riconoscimento.

«Il titolo di Patrimonio Immateriale dell’Umanità – racconta Pecoraro Scanio sul palco in Piazza Del Gesù – è stato dato all’arte dei pizzaiuoli napoletani, non alla pizza e questo non è un caso! Uno dei motivi per cui la battaglia è durata tanto è proprio questa distinzione. La pizza napoletana è unica e non ha niente in comune con quella industriale!»

A rincarare la dose anche Jimmy Ghione inviato di Striscia la Notizia e giornalista famoso per la sua battaglia contro i “tarocchi”, i falsi Made in Italy, spacciati per tali, anche in ambito gastronomico.

«La pizza napoletana –  dice Ghione ai microfoni della festa organizzata dal movimento #pizzaunesco- è codificata da regole ben precise e fatta con ingredienti specifici. Tutti rigorosamente Made in Italy»

E ora?

La battaglia continua perché, come confermerà durante la festa in piazza Luigi Petrillo consigliere del Ministero delle Politiche Agricole, il riconoscimento della pizza a Patrimonio Immateriale dell’Umanità si può perdere.

«La commissione Unesco – spiega Petrillo– si riunisce ogni 2 anni per decidere in merito alla sorte dei titoli assegnati. Una produzione non conforme agli standard richiesti dal disciplinare, associata al titolo, o la scelta di ingredienti impropri, potrebbe far decadere l’onorificenza!»

Ecco perché noi di Ciao ci sentiamo orgogliosi dei nostri prodotti in linea con il disciplinare della pizza napoletana. Consentire ai nostri artigiani di esprimersi al meglio attraverso l’eccellenza dei nostri ingredienti è una responsabilità che portiamo avanti con tanta passione!

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San Marzano
La raccolta del pomodoro San Marzano spiegata da un esperto 1024 536 Alessandra

La raccolta del pomodoro San Marzano spiegata da un esperto

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Perché il pomodoro San Marzano è cosí speciale e, come cambia il suo processo di lavorazione in base alle sue particolarità? Lo abbiamo chiesto a Tommaso Romano presidente del Consorzio di Tutela del Pomodoro San Marzano DOP dell’Agro Nocerino Sarnese.

Sembra un ortaggio come tanti, ma il San Marzano è in realtà un prodotto molto diverso da altre tipologie di pomodori. La sua  pianta, ad esempio è molto più delicata e richiede più attenzioni dal campo alla tavola.

Ecco perché:

«La raccolta del San Marzano avviene in circa 50 giorni (dagli inizi di agosto alla fine di settembre) e il processo di conservazione deve essere avviato in poche ore, per non perdere il suo profumo intenso  e il gusto fresco e dolce.” A parlare è Tommaso Romano presidente del Consorzio di Tutela del San Marzano DOP, imprenditore ed appassionato delle specificità della sua terra».

«Quest’anno la fase di raccolta sarà leggermente compressa rispetto al solito, per il gran caldo della stagione 2017! – ci spiega Tommaso Romano – Potremmo non arrivare alle porte dell’autunno».

Ma come avviene questo importante momento che precede il passaggio in fabbrica?

Per capirlo bisogna sfatare i miti classici delle esperienze fatte in città, su terrazze e balconi. Le piante di pomodoro non sono cespugli compatti, ma sono a sviluppo verticale.

La raccolta del San Marzano è un processo articolato

Si divide in 4 tempi:  4 step, a distanza di circa 10 giorni, per prelevare gli ortaggi a partire dalla base delle piante, dove il pomodoro matura prima perché più a contatto col calore della terra, per poi pian piano occuparsi dei frutti posti più in alto.

«Ogni fase della raccolta del San Marzano è un lavoro rigorosamente manuale- conclude Romano-  il che dilata i tempi di lavorazione rispetto ad altri tipi di pomodoro, ma rispetta integralmente il prodotto».

Le parole del Presidente del Consorzio di Tutela del Pomodoro San Marzano DOP dell’Agro Nocerino Sarnese,  danno l’idea di come il processo di conservazione di un ortaggio così delicato, sia legato ancora alla sapienza artigianale e all’esperienza dei contadini. Sono i nostri custodi della terra, che vigilano perché il simbolo del Sud Italia rispetti le severe caratteristiche del disciplinare per mantenere il marchio D.O.P.

Il resto del lavoro, che porterà il nostro San Marzano sulle tavole di tutto il mondo, lo facciamo nei nostri stabilimenti di Mercato San Severino. La nostra fabbrica si trova  a pochi passi dai campi ed utilizza in maniera incrociata l’eccellenza tecnologica e l’esperienza antica delle nostre signore Vesuvio.

Quando si tratta di prodotti della tradizione “l’esperienza sul campo” è sempre insostituibile!

 

ciao e napoli pizza village
Ciao sponsor ufficiale del Caputo Napoli Pizza Village 2017 845 445 Alessandra

Ciao sponsor ufficiale del Caputo Napoli Pizza Village 2017

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Dal 17 al 25 giugno, il Caputo Napoli Pizza Village aprirà una grande finestra sul mondo della pizza napoletana d’eccellenza e anche quest’anno Ciao sarà il pomodoro ufficiale della kermesse e del Campionato Mondiale del Pizzaiolo che decreterà il miglior artigiano del 2017.

Si contano le ore all’apertura del villaggio della pizza: 9 giorni di impasti e condimenti daranno il via all’estate della grande gastronomia napoletana, mettendo l’accento sull’importanza della tecnica e dell’attenzione agli ingredienti di qualità, per un piatto come la pizza napoletana, imitato ovunque ma dalle caratteristiche uniche.

Chi sarà il campione del mondo tra i pizzaiuoli APN (Associazione Napoletana Pizzaioli)e quali specialità ci regaleranno le 50 pizzerie napoletane sul Lungomare Caracciolo per la kermesse d’arte bianca più famosa del mondo?

Lo scopriremo ormai tra pochissimo, visto che mancano solo 3 giorni all’apertura ufficiale del Napoli Pizza Village 2017: il taglio del nastro di partenza è previsto per sabato 17 giugno.

Format invariato, ma ancora più incalzante con un’attenzione rinnovata alla pizza fritta, alla presenza femminile nel parterre de rois dei pizzaioli e al Trofeo Caputo, con ben 3 giorni ti gara per decretare il pizzaiolo più bravo del mondo in ben 9 categorie: dalle lavorazioni più classiche ai dischi di pasta acrobatici.

50 le pizzerie in vetrina e centinaia gli artigiani che convergeranno da tutto il mondo nello stadio della Pizza sul Lungomare Caracciolo per partecipare al 16° Trofeo Caputo.

Di tutte le 100.000 specialità che si stima verranno sfornate nei 9 giorni della kermesse, il pomodoro ufficiale sarà quello di Ciao, che rinnova così ancora una volta la partnership con il più importante evento mondiale della pizza d’eccellenza.

Noi vi racconteremo l’arte, le specialità in gara e tra gli stand , i sapori, i colori e i volti di quella che alla fine è sopratutto una festa grande come il cuore di Napoli, che accoglie chiunque intorno alla sua tavola popolare fatta di eccellenza semplice!

Venite a far festa con noi!