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Michele D'Amelio
Tu vuò fa’ l’americano: la storia di Michele D’Amelio ambasciatore Ciao in USA 845 445 Alessandra

Tu vuò fa’ l’americano: la storia di Michele D’Amelio ambasciatore Ciao in USA

 

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La pizza napoletana è il piatto più imitato del mondo, proprio per questo occorre difenderne i valori di autenticità e la ricetta originale. Ciao insieme alle associazioni dei pizzaioli e a tanti grandi produttori del Made in Italy prende molto seriamente questo impegno, ormai da generazioni. Qui vi raccontiamo la storia di Michele D’Amelio ambasciatore della bontà campana del nostro pomodoro, in USA.

“Tu vuò fa l’americano ma si nato in Italy”, canta Renato Carosone in uno dei suoi celebri successi, ma per Michele non è andata proprio così!
Lui l’americano lo fa per professione, per raccontare nel Nuovo Continente cosa distingue la pizza napoletana da quella a stelle e strisce.

Una vita fatta di viaggi, di mani in pasta, fiere, seminari, master class, ma anche di una sua pizzeria: Chest’è Pizza a Lioni in provincia di Avellino, rilevata nel 2010 per lasciar un pezzo di cuore in Italia, anche se parte della sua famiglia risiede ormai a New York.

Le giornate di Michele trascorrono volando da un paese all’altro negli States.

Ecco cosa ci racconta tra un decollo e un atterraggio dei suoi #viaggidipizza.

Da quanto tempo usi il pomodoro Ciao?
Ho conosciuto i pomodori Ciao quando ho aperto la mia pizzeria in provincia di Avellino. Ed è stato amore al primo assaggio. Poi dopo un paio d’anni ho deciso di intraprendere la mia esperienza americana insieme ad APN e lì ho potuto approfondire l’unicità dei prodotti del Sud Italia.

Perché tanta passione per il nostro pomodoro ?
Il mio lavoro consiste nel raccontare la cucina napoletana agli addetti ai lavori Made In Usa.  Mostro come preparare la pizza napoletana ma anche un buon ragù, un buon piatto di pasta all’italiana e molta fatica me la risparmia proprio la scelta degli ingredienti giusti.

Cosa distingue la pizza napoletana da quella americana?
In primis gli ingredienti: farina, pomodoro, mozzarella, non c’è paragone con quelli campani. Ai nostri ingredienti non servono additivi per raggiungere l’eccellenza del gusto, non posso dire lo stesso di tanti prodotti Made in Usa.

E il futuro? Come lo vedi?
Non escludo di poter aprire anche qui una pizzeria. In America le opportunità non mancano, ma a mancarmi sono le cose semplici che qui non trovo: un caffè al bar, una passeggiata in piazza. La differenza nell’arte bianca fa da specchio a quella tra gli stili di vita e anche in questo caso quello all’italiana è invidiato in tutto il mondo!

Simone Fortunato lo sprint della pizza napoletana
I segreti del pizzaiolo più veloce del mondo per una pizza sprint ed estiva! 845 445 Alessandra

I segreti del pizzaiolo più veloce del mondo per una pizza sprint ed estiva!

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La velocità è caratteristica importante per un pizzaiolo? Ne abbiamo parlato con Simone Fortunato della Pizzeria Diaz, 3 volte campione del mondo di Pizza Veloce al Trofeo Caputo, da cui ci siamo fatti raccontare anche i suoi segreti per una pizza “sciué sciué” alla napoletana (un termine che si usa in dialetto per indicare qualcosa di svelto e pratico) ovvero una pizza sprint e adatta all’estate.

Impastare e lavorare più dischi di pasta simmetrici tra loro in pochissimi secondi, non è cosa da tutti, ma è quello che richiede una delle gare più adrenaliniche del Trofeo Caputo: quella della categoria Pizza Veloce.

Simone Fortunato durante l’edizione 2017 del Campionato Mondiale del Pizzaiuolo che si è appena chiusa, ci ha impiegato 39,16 secondi aggiudicandosi, per la 3a volta, il titolo di pizzaiolo più veloce del mondo.

Ecco qualche segreto venuto fuori da una chiacchierata con il nostro pluricampione.

Cosa significa per un pizzaiolo essere il più veloce del mondo?

La velocità è un pregio del nostro lavoro perché ci si allena sul campo, stando ogni giorno in pizzeria e rispondendo alle richieste dei clienti. Proprio per questo il trofeo di Pizza Veloce è un premio che sta pian piano guadagnando sempre più attenzione nel settore, non solo tra gli esperti di pizza acrobatica.

In cosa è diversa una gara di Pizza Veloce dal lavoro di tutti i giorni in pizzeria?

L’impasto è sempre lo stesso, non servono variazioni per modificarne l’elasticità come per il free style, perché si vince proprio lavorando come nel proprio locale, con la stessa adrenalina e la stessa voglia di far bene. Quello che cambia è l’uso del cronometro, che rimane comunque un indicatore di trasparenza: un dato non un’opinione, per testimoniare il migliore. E poi certo in pizzeria cambia anche la definizione del lavoro: fare pizzaiolo non è solo saper lavorare l’impasto, ma anche saper condire una pizza realizzando un prodotto di qualità!
Da esperto di velocità, cosa suggerisci per una pizza “scié sciuè”, cioè svelta e adatta all’estate?

Per un prodotto veloce e pratico, facile da mangiare anche col caldo utilizzerei pochi semplici ingredienti, magari di stagione come la rucola, gli straccetti di bufala e, naturalmente il pomodoro: un alleato prezioso soprattutto se scelto puntando alla qualità!

Pizzeria Pummarò
Ciao e la specialità della Pizzeria Pummarò al Napoli Pizza Village 2017 845 445 Alessandra

Ciao e la specialità della Pizzeria Pummarò al Napoli Pizza Village 2017

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Attilio Albachiara è un enfant prodige della pizza, come tanti giovani napoletani che hanno fame di vita e si ritrovano ad alternare compiti a casa e lezioni di impasto. Figlio d’arte, a 12 anni Attilio già lavorava col padre nella pizzeria di famiglia che oggi prende il nome di Pummarò.
Il suo motto oggi è: «la qualità è la nostra forza; fare la pizza il nostro mestiere» e con la stessa saggezza ci parla del suo prossimo Napoli Pizza Village

-Quali specialità presenterai sul lungomare Caracciolo?
La mia pizza speciale è rossa ed è la Parmigiana: una margherita con parmigiana di melanzane

-Quale pomodoro userai per la tua pizza?
Per la Parmigiana uso la passata di pomodoro

-Perché hai scelto questo prodotto per rappresentarti al NPV?
Le melanzane sono uno dei fiori all’occhiello del mio menu. I clienti di Pummarò ne vanno pazzi in tutte le salse arrivando a consumarne anche 15-20 kg a settimana

-Cosa ti aspetti da questa edizione 2017 del Caputo Napoli Pizza Village?
Questa è la mia 3a edizione e spero che gli amici che verranno a trovarci si accorgano di una lavorazione fatta con qualità e passione, perché non c’è niente che mi renda più felice della soddisfazioni di chi si è seduto alla mia tavola

Pizzeria Da Gennaro
Ciao e le specialità della Pizzeria Da Gennaro al Napoli Pizza Village 2017. 845 445 Alessandra

Ciao e le specialità della Pizzeria Da Gennaro al Napoli Pizza Village 2017.

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Un nonno che friggeva pizze per strada e che poi decide di trasferirsi in una Bagnoli, già meta turistica nel lontano 1956: così comincia la storia della Pizzeria Da Gennaro, un racconto fatto di pizza ormai da 4 generazioni.
Per Fabio Cristiano, il nipote del fondatore, la pizza è casa ed anche il villaggio dell’arte bianca sul lungomare.
Ecco cosa ci ha raccontato del suo Napoli Pizza Village.

-Quali specialità presenterai sul lungomare Caracciolo?
Per questa edizione del Napoli Pizza Village ho scelto una pizza pesto e pomodorini come specialità che riassuma la filosofia della Pizzeria da Gennaro. Un abbinamento, quello con il pesto al basilico, che esalta tutto il sapore dell’estate.

Quale pomodoro userai per la tua pizza al pesto?
I pomodorini del Vesuvio

-Perché questa specialità rappresenta la Pizzeria Da Gennaro?
Sia il basilico che i pomodorini sono un prodotto fresco e di stagione adatto a questi primi caldi. La linea gastronomica della nostra pizzeria predilige una grande attenzione per gli ingredienti, basti pensare che ogni semilavorato da utilizzare in pizzeria è preparato nelle nostre cucine: anche il nostro pesto al basilico!

-Cosa ti aspetti da questa edizione 2017 del Caputo Napoli Pizza Village?
Il Napoli Pizza Village è soprattutto una grande festa. Mi aspetto tanta energia positiva di cui abbiamo tutti bisogno: anche la nostra Napoli!

Pizzeria 'O Sarracino
Ciao e le specialità della Pizzeria ‘O Sarracino al Napoli Pizza Village 2017 845 445 Alessandra

Ciao e le specialità della Pizzeria ‘O Sarracino al Napoli Pizza Village 2017

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Forse non tutti sanno che, poco più di 10 anni fa, nella zona dell’agro e del salernitano la tradizione della pizza napoletana era quasi sconosciuta. Le uniche notizie di cui si disponevano in merito, provenivano dal capoluogo campano. Questo fino a che non è nata la pizzeria ‘O Sarracino, che ha portato a Nocera Inferiore, il primo esempio di pizza modellata sulla lezione della scuola napoletana. Il merito di aver “diffuso il verbo” è tutto dei fratelli Tramontano, titolari dell’esercizio, che presenzieranno al Napoli Pizza Village 2017.

La pizzeria ‘O Sarracino è una realtà giovanissima, ma racchiude in sé secoli di tradizione, qual è il suo segreto?

‘O Sarracino nasce nel 2007, da un’idea del sottoscritto, Angelo Tramontano, e di mio fratello Giuseppe. All’epoca, la vera pizza napoletana non era nota nell’area dell’agro, come lo è oggi. ‘O Sarracino ebbe l’istinto di studiarla e portarla a Nocera, tenendo presente un modello che io reputo la perfezione, quello di Michele ai Tribunali.

Quali sono i parametri che avete seguito?

Ci siamo specializzati sulle trazionali. Tenendo conto del modello di Michele, abbiamo provato a riprodurre con le norme elencate dal disciplinare i due grandi classici: magherita style e marinara style, che sono le pizze per eccellenza. Mentre la pizza che si mangiava a Nocera prevedeva una cottura lunga anche più di un minuto e mezzo, e presentava un diametro di 35 cm, le nostre margherita style e marinara style seguono la lezione dei grandi maestri, quindi tenendo conto di una lievitazione di almeno 8 ore, e una cottura in forno di 60 secondi. Seguendo il metodo abbiamo portato la pizza napoletana verace anche dalle nostre parti.

Ci insegnate che fare la pizza è una scienza pura, ma qual è il segreto per renderla un’opera d’arte? Come condirete i vostri impasti?

Verissimo: il pizzaiolo non può mai abbassare la guardia e seguire ogni aggiornamento. Per le mie pizze scelgo sempre un classico: il pelato di Ciao pomodori. Da dieci anni mi servo di questo marchio, una scelta che confermo anche per il Pizza Village, ormai alle porte.

A proposito del Pizza Village, quali vibrazioni ha per questa edizione?

Partecipo al Pizza Village ormai da 5 anni. Ricordo quando eravamo solo 20 pizzerie alla Mostra d’Oltremare. Ora siamo più del doppio, circa 50, una competizione ricca che offre una grossa opportunità di confronto. E i numeri nel corso degli anni sono indice di come questi eventi siano diventati di importanza esponenziale. Tutte le volte è stata ardua, perché io “forestiero”, ho dovuto dimostrare di essere all’altezza dei grandi maestri napoletani. Ogni anno è stato un successo inaspettato, spero vivamente di eguagliarlo anche quest’anno.

E quale grande novità ha in serbo ‘O Sarracino per il NPV?

Quest’anno ci proponiamo con una nuova pizza: abbia cercato il sapore dell’estate. L’ho chiamata Sorrento in bocca. La sua caratteristica è che è condita con pomodori di Sorrento che macero personalmente, a cui aggiungiamosarr ricotta di bufala e zizzona di Battipaglia all’uscita.

Pizzeria Nanà
Ciao e le specialità della Pizzeria Nanà al Napoli Pizza Village 2017 845 445 Alessandra

Ciao e le specialità della Pizzeria Nanà al Napoli Pizza Village 2017

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Una storia che sa d’amore quella di Silvio Zingarelli della Pizzeria Nanà: amore per la sua Napoli, per il piatto più rappresentativo di questa terra e per i valori di una volta.

La pizzeria Nanà è giovane. Dopo una lunga gavetta nel centro storico di Napoli, Silvio Zingarelli decide di dedicarsi anima e corpo allo studio della pizza e nel 2010 apre un locale tutto suo a cui dà il nome della figlia, Nanà!

Con la stessa passione l’artigiano di via Biscardi a Poggioreale ci racconta il suo Napoli PizzaVillage

-Quali specialità presenterai sul lungomare Caracciolo?
Ho scelto due varianti di gusto molto diverse tra loro: una bianca e una rossa, per accontentare tutti! La rossa sarà la classica margherita e la bianca una novità alla ricotta e provola, arricchita dal tarallo napoletano

-Quale pomodoro userai per la tua margherita?
Il classico pelato come previsto dal disciplinare della pizza stg

-Quale delle due specialità rappresenta di più la Pizzeria Nanà?
Di sicuro la margherita perché, in fatto di pizza, è il vero amore di tutti i napoletani e il mio locale ha un cuore verace e popolare.

-Cosa ti aspetti da questa edizione 2017 del Caputo Napoli Pizza Village?
Spero che questo villaggio della pizza sia una vetrina ancora più potente non solo per farci conoscere all’estero, ma anche per dar luce alle pizzerie di quartiere!

pizzeria porzio
Ciao e le specialità della Pizzeria Porzio al Napoli Pizza Village 2017 845 445 Alessandra

Ciao e le specialità della Pizzeria Porzio al Napoli Pizza Village 2017

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Una storia di famiglia quella della Pizzeria Porzio, di Enrico Porzio: una famiglia di tradizione pizzaiola, come quella dei Pellone a cui Enrico appartiene e da cui ha imparato “il mestiere” unendo fin da bambino scuola e forno a legna.

Poi, nel 1999 Enrico Porzio apre la sua prima pizzeria da asporto a Soccavo, che nel 2013 si è trasformata in un locale con 70 posti a sedere, un forno a pochi civici di distanza per il consumo take away, una filiale a Varsavia e un progetto per un’inaugurazione anche a Firenze e Milano: tutto sotto la bandiera della pizza d’eccellenza.

Con la stessa voglia di fare con cui ha aperto la sua bottega in via Cornelia dei Gracchi a Napoli, Enrico ci racconta il suo Napoli Pizza Village.

-Quali specialità presenterai sul Lungomare Caracciolo?
La mia proposta è la Poker una pizza con 4 sfumature di sapore: uno spicchio di margherita, uno di salsiccia e friarielli, un petalo di ripieno e uno di pizza fritta.

-Quale pomodoro userai per la tua Poker?
Il classico pomodoro pelato con i pomodori del Vesuvio. 

-Perché hai scelto una pizza così variegata per rappresentare la tua pizzeria al Napoli Pizza Village ?
Ho scelto di farmi rappresentare da 4 sfumature di gusto che rappresentano i sapori più classici dell’arte della pizza napoletana perché io amo sottolineare la tradizione popolare della mia pizzeria. Ma soprattutto la Poker è una pizza che sorprende per l’accostamento di 4 cult unendo così tradizione e innovazione, una filosofia che da sempre mi spinge alla ricerca di ingredienti selezionati.

-Cosa ti aspetti da questa edizione 2017 del Caputo Napoli Pizza Village?
Di sicuro non di guadagnarci, anzi ho deciso di creare all’interno del format il mio personale “Diversamente Pizza Village” e gli incassi dei primi 4 giorni della festa li devolverò completamente in favore di 4 associazioni in difesa dei ragazzi diversamente abili. Quindi spero che la mia Poker vada via come il pane!